Spett.le Regione Lazio
Alla Cortese Attenzione Presidente della Regione Lazio dr Francesco Rocca
protocollo@pec.regione.lazio.it.
Oggetto: Lavoratori rischio caldo
L’ordinanza della Regione Lazio per i lavoratori nelle giornate a rischio caldo è sacrosanta, ma il punto che sollevi sulle figurazioni è uno di quelli che passa sempre in secondo piano. Sono lavoratori a tutti gli effetti, con turni lunghi e zero controllo sulle condizioni in cui devono stare fermi sul set.
Il paradosso è classico:
- Estate: 38°C, stop di 20 minuti al sole, tu sei vestito da gennaio con cappotto di lana e nessuno porta un gazebo o una bottiglia d’acqua.
- Inverno: -2°C alle 6 del mattino sul lungomare, tu sei in canottiera e pantaloncini per la “scena d’agosto” e il reparto costumi ti guarda male se chiedi un plaid tra una ciak e l’altra.
Il problema è che le figurazioni spesso non rientrano nei protocolli di sicurezza specifici della troupe tecnica e artistica. L’ordinanza tutela i lavoratori “esposti”, ma sul set la responsabilità si diluisce tra produzione, service e agenzie. Risultato: chi è pagato a giornata e non ha voce in capitolo si becca il peggio.
Cosa manca di solito:
- Zone d’ombra e idratazione anche nei momenti di fermo, non solo per i protagonisti.
- Sensibilità del reparto costumi nel gestire strati e pause quando i costumi non sono coerenti con la temperatura reale.
- Clausole chiare nei contratti che prevedano interruzioni e ripari se si superano certe soglie di caldo/freddo.
Non è un capriccio. Colpo di calore e ipotermia non guardano se sei l’attore protagonista o la persona sullo sfondo con il cappello di lana ad agosto.
Ci sono già alcuni movimenti tra i lavoratori dello spettacolo che spingono per includere esplicitamente le figurazioni nei protocolli di sicurezza sul set. La strada è quella: portare il problema fuori dal “si è sempre fatto così” e metterlo nero su bianco nei contratti e nei piani di sicurezza.
