Trilussa, Come giudicare un evento

Prima che la produzione Titanus iniziasse la progettazione di  “Trilussa”, abbiamo incontrato, va detto su richiesta dell’organizzatore, la produzione.

L’incontro, inizialmente, aveva i soliti connotati del vorrei, ma non posso: io vorrei girare in Italia, ma i costi, le procedure, il budget che la RAI mette a disposizione…. sembrava la solita litania per la predefinizione dell’alibi che tante produzioni esibiscono per andare a girare all’estero, magari con la comprensione di tutti.

Ma nell’ incontro qualcosa è scattato: non c’era la solita atmosfera, il dispiacere sembrava più vero e le condizioni ci è sembrato contenessero margini di manovra.

Ad esempio la produzione aveva costruito preventivi su costi dei teatri di posa non esattamente concorrenziali, probabilmente riferiti ai listini (a nostro avviso drogati) di Cinecittà,  non era a conoscenza della norma contrattuale che, a fronte dello stop-date dell’attore protagonista, consente di richiedere la possibilità di lavorare con sesta giornata aggiuntiva e altre questioni legate alle possibili flessibilità del CCNL Troupe e di quello dei Generici.

Il nostro invito di rivedere la composizione del preventivo, unita alla nostra intermediazione al contatto con gli Studios di v. Tiburtina (non smetteremo mai di ringraziare il sig. Taddei, a.d. degli Studios, per il suo impegno), ha fatto il resto.

La Commissione Paritetica, nella riunione tenutasi il 28 giugno, controllata la certificazione relativa allo stop-date dell’attore, come da contratto, ha ratificato la deroga alla prestazione in sesta giornata. Solo il ritardo della pubblicazione del verbale da parte della Commissione ci costringe a stendere queste due righe, altrimenti esso sarebbe a disposizione di tutti.

Gli Studios hanno fatto un’offerta buonissima (non ne abbiamo certezza, ma probabilmente concorrenziale all’offerta di Belgrado). Risultato: una produzione che oggi starebbe in Serbia a fare le riprese, è a Roma, per tutta la durata delle riprese stesse.

Di fronte al fatto che qualche filosofo di turno abbia da recriminare su quanto detto sottolineiamo che:

non è stata fatta alcuna concessione contrattuale, ne da parte dei lavoratori ingaggiati, ne tantomeno dal sindacato che scrive.

Il CCNL non ha subito alcuno stravolgimento.

Nella vertenza Cinecittà abbiamo nuove argomentazioni per rappresentare che una diversa politica delle tariffe è possibile, sempre che ci sia la volontà di fare produzione cineaudiovisiva e non altro.

Nel rapporto con la RAI, possiamo dimostrare con i fatti che la delocalizzazione si fa per alibi precostituiti, e che altre sono le motivazioni per cui si va a girare all’estero.

A tutto il mondo, abbiamo dimostrato che girare a Roma si può (su questo ammettiamo di dover fare qualche altro intervento per poter perfezionare tale dichiarazione).

Noi siamo particolarmente soddisfatti per il lavoro svolto, diamo atto alla Titanus e ai suoi dirigenti di produzione, oltre ai già citati dirigenti degli Studios, perché sul campo della battaglia contro la delocalizzazione, abbiamo raggiunto, per quanto detto, un importantissimo risultato politico. Usando solo l’intelligenza e senza svendere i lavoratori.

Ci piacerebbe che questo risultato venisse acquisito anche da chi, invece di vedere la luna, guarda al dito (che neanche c’è).

Roma 7 settembre 2012

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